Con il sostantivo femminile dalmatica (dal tardo latino ‘vestis dalmatĭca’) ci si riferisce ad una particolare veste, originaria della Dalmazia, quindi diffusasi in tutto il territorio dell’ Impero romano a partire dal II secolo d.C, con particolare riferimento all’Oriente e all’Africa. Era originariamente caratterizzata da ampie maniche, una lunghezza che arrivava a lambire il ginocchio ed ornamenti di colore rosso lungo gli orli. Rimasta in uso come paramento liturgico (indossata sopra la tunica vera e propria), la dalmatica è oggi usata da diaconi e vescovi durante le Celebrazioni liturgiche della Chiesa cattolica, anglicana e vetero-cattolica. Dalla foggia originaria, la dalmatica si è inoltre evoluta in una veste più snella, generalmente larga e aperta lungo i fianchi, con maniche ampie e corte (ugualmente aperte nella parte inferiore) e talora chiusa da cordoni terminanti in nappe. Il collo è solitamente tondo o aperto ed il tessuto in cui è realizzata è generalmente il medesimo dei paramenti del sacerdote. Può infine essere variamente ornata e avere colore diverso a seconda delle festività. La dalmatica è indossata dal diacono, nel servizio dell’ altare e dai vescovi nella messa solenne: se quella del diacono è tuttavia piuttosto pesante e carica di ornamenti, quella del vescovo è più semplice e in forma di sottoveste, in quanto indossata la pianeta.