Il Pdl si ribella alla disposizione del ministro dell’Interno di tenere le elezioni regionali a febbraio, separate dalle politiche di aprile. Il segretario Angelino Alfano ha usato parole dure contro il Governo, dichiarando: “Il Governo rimedi ad un errore grossolano e madornale. Il Pdl non può dire di sì. Il Governo non può piegarsi al calcolo cinico di Bersani e del Pd. Si tratta di una tassa di 100 milioni di euro per anticipare di 50 giorni le elezioni proprio mentre in queste ore si fa fatica a trovare i soldi per gli alluvionati”. E sembra addirittura che Silvio Berlusconi abbia preso in considerazione l’ipotesi di far cadere il Governo se non si accorperanno in un giorno unico le elezioni politiche e regionali. Su questo fronte potrebbe ricompattarsi il centrodestra, poiché anche Casini e Fini si sono detti preoccupati per la separazione delle date e per una campagna lunga, anche se non hanno usato gli stessi toni.

Il segretario del Pd, Bersani, invece difende la scelta governativa: “Cerchiamo di non dire banalità. Per me si va a votare nei tempi giusti per le politiche e prima possibile per le regioni senza governo. Alfano non faccia il mestiere del presidente della Repubblica”. Nel centrodestra sarebbero disponibili anche per anticipare a febbraio le politiche. La situazione più singolare si vedrebbe a Roma, in cui si rischierebbe di votare per tre volte in quattro mesi. Infatti oltre a politiche e regionali laziali, si dovrà votare anche per il sindaco. E finora nessuno ha stabilito di accorpare almeno questa elezione alle regionali.

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