Dopo 10 anni di silenzio, il Duca Bianco si rifà vivo con The Next Day, un disco nuovo di zecca, gridando al mondo “here I am, not quite dying” ed è subito scandalo. A gettare benzina sul fuoco, neanche a dirlo, ci pensa la ex moglie di Bowie, Mary Angela Barnett, 63 anni, meglio nota come Angie, ex modella, che dà fiato alle trombe, in un’intervista rilasciata al Sun, tabloid britannico gossiparo per eccellenza.

Angie, ora cantante e scrittrice, racconta che per l’ex marito il sesso a 3, sia con uomini che con donne, era una consuetudine, tanto da andare a letto, con lei e con una comune amica, anche la notte prima delle nozze. Del resto, lo stesso Bowie, quando la chiese in sposa, nel 1970, le confessò che non era innamorato di lei è che le sarebbe stato infedele. “Ma erano gli anni ’60. Credo si chiamasse amore libero”, commenta Angie.

Ma il particolare piccante che fa più gola è la probabile liaison con il cantante dei Rolling Stones, Mick Jagger. Una mattina del 1973, rientrando a casa, Angie trova il suo assistente in cucina che ridacchia. “Non ci crederai. David e Mick Jagger”. “Bene, metti su il té”, le risponde. Poi, sale in camera e trova Bowie e Jagger nudi nel letto, sepolti da cuscini e piumone. “Buongiorno ragazzi, pronti per la colazione? Avete avuto una bella nottata?” Erano talmente ubriachi che non sono riusciti a proferire parola.

L’idillio tra Jagger e Bowie dura solo quella notte. Secondo Angie fu dettato più dal tasso alcolico che da passione. E dall’ossessione dell’ex marito di sedurre tutti i suoi rivali, in una sorta di competizione. Il matrimonio tra David Bowie e Mary Angela Barnett dura fino al 1980, in mezzo, nel 1971, un figlio, Zowie, oggi stimato regista con il nome di Duncan Jones. Da 20 anni il Duca Bianco è sposato con Iman Mohamed Abdulmajid, modella di origini somale e Angie giura che non ha cambiato abitudini sessuali.

Sempre a proposito di sesso, un altro vip inglese, il defunto Jimmy Savile, continua a fare scalpore. Anche da morto. Qui, però, non si tratta di vizietti o perversioni private, bensì di pedofilia. La vicenda è nota e, questa volta, il dito è puntato contro Scotland Yard. Pare che per 50 anni abbia volutamente ignorato le denunce di abusi sessuali, soprattutto su minori, contro il presentatore di Top of the Pops e di programmi per bambini. La prima denuncia, secondo gli affari interni, risalirebbe al 1963. A un ragazzino abusato, gli agenti di Scotland Yard avrebbero risposto di dimenticare quanto accaduto; a un altro che protestava per le molestie nei confronti della fidanzata è stato paventato l’arresto per diffamazione.

Savile, che ha corso oltre 200 maratone benefiche, raccogliendo milioni di dollari per le cure mediche in favore dei più piccoli, godeva di ampio movimento nei reparti di pediatria degli ospedali, dove pescava le sue vittime. Il conduttore della Bbc ha iniziato la sua attività perversa nel 1955, mietendo 214 vittime, 63% donne, di cui 18% minori sotto i 10 anni; 40% uomini, di cui il 10% aveva meno di 10 anni. Nel suo curriculum si contano 34 stupri e 6 aggressioni sessuali, l’ultima perpetrata alla venerabile età di 82 anni, nel 2009.