Si è conclusa questa mattina alla 9 l’odissea di Davide Trentini, il 53enne malato di sclerosi multipla da più di vent’anni che ha scelto di ricorrere al suicidio assistito per porre fine alle proprie sofferenze.

L’uomo si era recato ieri in una clinica in Svizzera accompagnato da Mina Welby, copresidente dell’associazione Luca Coscioni. A dare la notizia sono state le pagine social della campagna Eutanasia Legale promossa dall’associazione.

Su Facebook è apparso l’ultimo commiato a Trentini, con una nota che ha connotazioni chiaramente politiche, come già era stato per il caso di Dj Fabo, dovuto andare a morire in una clinica svizzera: “Grazie Davide per aver reso pubblico quello che in Italia è illegale e quindi clandestino. Grazie a Marco Cappato e a Mina Welby per averlo reso possibile”.

Era stata la stessa vedova di Piergiorgio Welby ha voler spiegare il gesto di Davide e il suo, tramite un video pubblicato online: “Nella settimana prima di Pasqua io, da cristiana volevo aiutare fattivamente una persona in grandissima sofferenza a ottenere una morte liberamente scelta a causa di sofferenze insopportabili. Il viaggio dalla Toscana alla Svizzera è stata per Davide una via crucis”.

L’uomo, una volta di professione barista, aveva descritto la propria dolorosa e insopportabile condizione che non gli avrebbe lasciato altra scelta che cercare la morte: “Ero alto un metro e novantadue e adesso sono diventato uno sgorbio con le gambe lunghe, gobbo fino quasi in terra, ma soprattutto dolori lancinanti e veramente insopportabili 24 ore su 24. Ormai passo tutti i giorni, ma proprio tutti, o in bagno sul water, o sul letto in qualche maniera, con la pasticca a base di oppio per cercare di calmare i dolori”.