La Commissione Giustizia al Senato ha approvato il ddl anticorruzione, dando così il via libera all’inasprimento delle pene per la corruzione cosiddetta “propria” di quattro anni. Gli anni di carcere previsti passerrano quindi dagli attuali quattro/sei a otto/dieci.

La decisione della Commissione Giustizia è stata accolta in maniera molto positiva dal premier Matteo Renzi, che ieri sera ha prontamente commentato su Twitter: “Prima l’Autorità affidata a Cantone. Poi i commissariamenti col decreto Madia. Adesso aumentiamo le pene per i corrotti #lavoltabuona”.

Il provvedimento non ha però mancato di creare malumori e c’è subito chi si è opposto. Dopo l’approvazione dell’aumento delle pene nei casi di corruzione, la seduta in commissione è infatti stata sospesa in mezzo alle polemiche ed è stata rinviata a martedì prossimo.

Il presidente della Commissione Giustizia al Senato Nitto Palma di Forza Italia ha dichiarato: “Abbiamo decretato la sospensione dell’esame per permettere al relatore il riordino della materia. In base all’emendamento del governo il reato di corruzione sarebbe infatti più rilevante della corruzione in atti giudiziari. […] Se il governo ci avesse pensato prima, senza pensare solo allo spot dell’aumento della pena da 6 a 10 anni, sarebbe stato meglio”.

Sempre da Forza Italia, si è espresso in maniera negativa sul ddl corruzione anche il senatore Ciro Falanga: “L’emendamento ha reso squilibrato l’intero assetto sanzionatorio. Se l’obiettivo è quello di fare una buona legge, occorre una rivisitazione sistematica delle pene. Se al contrario, l’obiettivo è semplicemente licenziare il provvedimento ad una determinata ora, qualunque esso sia, ciò non può che vedere Forza Italia in posizione di energica opposizione”.

Il Movimento 5 Stelle se la prende a sua volta proprio con Forza Italia, accusandola di ostruzionismo attraverso le parole del senatore Maurizio Buccarella: “Vengono sollevate questioni di difformità e irrazionalità nell’inasprimento delle pene per i reati di corruzione a fini ostruzionistici: questo ulteriore rallentamento dei lavori ha infatti l’effetto di voler ritardare ancora di più l’approvazione del disegno di legge”.