Con 165 voti a favore, 49 contrari e 18 astenuti il Senato ha approvato il ddl ecoreati che dopo essere stato modificato a Palazzo Madama ritornerà alla Camera per la terza lettura.

Il provvedimento sui reati ambientali è stato accolto da una maggioranza del Pd insieme a Sel, Movimento 5 Stelle, Nuovo Centrodestra; al contrario Forza Italia ha votato contro, mentre la Lega si è astenuta.

Tra le voci entusiaste del risultato spicca quella di Andrea Orlando, ora ministro della Giustizia ma in passato a capo del ministero dell’Ambiente, che ha ricordato come il suo impegno fermo sia nato dopo una visita presso la Terra dei fuochi: “Il provvedimento non è soltanto un segnale politico che individua nuovi reati” ma “consente anche per quei reati di carattere minore di estinguersi quando c’è una forma di collaborazione da parte di chi ha provocato questo danno ambientale, se è di contenuta entità”.

Orlando poi ha in qualche modo biasimato il fatto che la legge non sia potuta essere applicata al caso Eternit, per il quale ai tempi è mancato un reato di riferimento, ovvero quello del disastro ambientale.

Questa è una delle voci del nuovo titolo del codice penale che tratta dei delitti contro l’ambiente: gli altri sono inquinamento ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo e impedimento al controllo.

Per quanto riguarda l’inquinamento ambientale sono previste pene che prevedono la reclusione dai 2 ai 6 anni e il pagamento di una multa da 10mila a 100mila euro per tuti coloro che causino abusivamente un danno misurabile e significativo all’ambiente (nei vari aspetti della flora, fauna, suolo e sottosuolo, acqua, aria, ecosistema e biodiversità).

Il disastro ambientale, per i quali verrà adottata la reclusione dai 5 ai 15 anni, è invece inteso come l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema, particolarmente onerosa da sanare, oppure dannosa per l’incolumità pubblica. Previste aggravanti nel caso il reato avvenga in aree protette.

I colpevoli di traffico e abbandono di materiale radioattivo andranno incontro alla reclusione dai 2 ai 6 anni e a una multa da 10mila a 50mila euro, a patto che non vi siano conseguenze di maggiore entità. Per l’impedimento al controllo si parla invece di reclusione dai 6 mesi ai 3 anni per tutti coloro che intralcino l’attività di sorveglianza ambientale o ne modifichi i risultati.

Tra le aggravanti previste c’è quella di associazione mafiosa e il coinvolgimento di ufficiali pubblici. Più specialistica è l’introduzione del reato di ispezione di fondali marini per la coltivazione di idrocarburi attraverso la tecnica dell’air gun o di altre modalità a carattere esplosivo.