Luigi De Magistris è stato condannato e ora anche sospeso dalla carica di sindaco di Napoli, ma lui non si scompone e il 2 ottobre si è recato al suo ufficio in municipio fin dalle luci dell’alba. Formalmente l’atto firmato ieri pomeriggio dal prefetto non è ancora stato consegnato al presidente del Consiglio comunale; solo da quel momento la sospensione diventa effettiva. E non è nemmeno stata cancellata la riunione della Giunta programmata per il pomeriggio.

De Magistris aveva accolto la notizia della sospensione, annunciata ieri addirittura in Parlamento dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, con una delle sue sparate: “La sentenza? Salutatemela“. E poi: “Andrò a bermi un caffè sospeso“.

Il riassunto: il Tribunale di Roma ha condannato in primo grado De Magistris ad un anno e tre mesi di reclusione (pena sospesa con la condizionale) per abuso d’ufficio. La Corte ha stabilito che, quando l’attuale sindaco di Napoli era magistrato a Catanzaro e titolare dell’inchiesta “Why Not?“, fece acquisire senza autorizzazione i tabulati delle conversazioni telefoniche di alcuni parlamentari, fra i quali Romano Prodi e Clemente Mastella.

La legge Severino prescrive che i titolari di cariche elettive locali vengano sospesi per 18 mesi in caso di condanna non definitiva. La carica dovrebbe ora essere ricoperta temporaneamente dal vicesindaco Tommaso Sodano, anch’egli tuttavia condannato (ma per un reato che non prevede la sospensione).

Un’altra incognita che grava sulla Giunta partenopea è il fatto che il reato per cui De Magistris è stato condannato andrà in prescrizione il prossimo marzo. E’ quindi molto difficile che il procedimento giudiziario possa arrivare fino al grado definitivo con una sentenza della Cassazione. In quel caso la sospensione verrebbe annullata e De Magistris tornerebbe in carica. Le elezioni a Napoli sono previste per il 2016.

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