Cifre record quelle fatte segnare dal debito pubblico italiano: a segnarlo è Bankitalia, che riporta i dati di marzo delle amministrazioni pubbliche.

Rispetto a febbraio, infatti, il debito è salito di 14 miliardi, arrivando così a 2228,7 miliardi di euro in totale: un record, se si pensa che il massimo raggiunto risaliva giusto a un anno fa, maggio 2015, quando si erano registrati 2219,6 miliardi.

Dal bollettino statistico diffuso dalla Banca d’Italia l’aumento del debito è stato però inferiore al fabbisogno del mese preso in esame di 21,5 miliardi: è il risultato dell’azione congiunta della riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro, pari a 7,4 miliardi, alla rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, al deprezzamento dell’euro (pari a 2,9 miliardi) e all’effetto dell’emissione di titoli sopra la pari.

Aumentato anche il debito delle amministrazioni centrali, per un totale di 13,9 miliardi, mentre per quanto riguarda quelle locali e gli enti di previdenza la situazione è rimasta stabile.

Crescita modesta nel campo delle entrate tributarie: a marzo si sono registrati 27,8 miliardi, cifra del tutto simile a quanto verificato nello stesso mese dell’anno scorso. L’intero primo trimestre del 2016 ha portato 89,6 miliardi, circa il 4,6% in più rispetto all’anno precedente. Lasciando da parte alcune irregolarità contabili di Iva, canone Rai e Irpef si tratta di una situazione di sostanziale stasi economica.