È con una certa preoccupazione che Bankitalia ha comunicato gli ultimi dati disponibili riguardanti il debito pubblico italiano, in netta crescita.

A maggio infatti il debito delle Amministrazioni pubbliche ha raggiunto quota 2278 miliardi di euro, con un aumento di 8,2 miliardi rispetto al mese precedente.

Si tratta di cifre che mettono in crisi il governo, che si era impegnato con la Commissione UE ad abbattere il debito in rapporto al Pil: potrebbe infatti essere arduo ottenere maggiore flessibilità in sede di Bilancio 2018 con questi dati, almeno stando a quanto ha recentemente comunicato l’organo europeo nella lettera diretta al Tesoro.

Nel comunicato ufficiale si legge che “l’incremento è dovuto principalmente al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (7,0 miliardi); vi contribuiscono anche l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (per 0,5 miliardi, a 58,9; erano pari a 72,7 miliardi alla fine di maggio 2016) e l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio (0,7 miliardi)“.

A contribuire maggiormente alla crescita è il debito delle Amministrazioni centrali (8,1 miliardi), mentre più limitato è quello delle Amministrazioni locali (0,1 miliardi); del tutto invariato invece il debito degli Enti di previdenza.

Sono poi state contabilizzate anche le entrate tributarie aggiornate a maggio, pari a 33,5 miliardi. C’è dunque stato un calo di 0,3 miliardi di euro rispetto all’anno scorso. Il 2017 ha visto un totale di 154,4 miliardi, con una crescita del’1,4 per cento rispetto all’analogo lasso di tempo del 2016.