Scoppia la polemica tra Pdl e M5S a causa di un post pubblicato sulle sue pagine personali di Facebook e Twitter dal grillino Vito Crimi nel corso della seduta della giunta sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.

Nel post il senatore fa battute irriverenti sul Cavaliere come commento ad un manifesto dove si incita quest’ultimo a “Non mollare”. Ecco le parole di Crimi: “Ma vista l’età, il progressivo prolasso delle pareti intestinali e l’ormai molto probabile ipertrofia prostatica, il cartello di cui sopra con ‘Non mollare’ non è che intende ‘Non rilasciare peti e controlla l’incontinenza’ (cit. Paola Zanolli)“.

Immediata la reazione indignata del Pdl, che coglie il pretesto al volo e arriva a chiedere, tramite il capogruppo Schifani, al presidente Grasso lo stop dei lavori. A metà pomeriggio il presidente del Senato,oggi ad Assisi per le celebrazioni di Papa Francesco, ha condannato il comportamento del grillino, respingendo, però, con fermezza, la possibilità di sospendere i lavori della Giunta poiché, secondo regolamento non può neppure comunicare con i membri per non infrangere il vincolo di segretezza.

Alla fine Dario Stefàno, presidente della Giunta, taglia corto: “Non ho mancato di stigmatizzare come il presidente Grasso, il post di Vito Crimi, ma c’è stato modo di verificare che era stato scritto prima dell’inizio della seduta pubblica“. E aggiunge: “Non era una motivazione sufficiente per sospendere i lavori“.

Vito Crimi, d’altra parte, non fa che minimizzare la sua azione: “Era un post satirico, se lo avesse fatto Crozza o un altro comico staremmo tutti a ridere“.