E’ una decisione indegna. Vogliono eliminarmi per via giudiziaria. La democrazia è stata uccisa, colpita al cuore“.

Non ha usato mezzi termini Silvio Berlusconi dopo il voto espresso il 4 ottobre dalla Giunta per le elezioni e le immunità al Senato in cui è stata proposta all’Aula la sua decadenza da senatore, in conseguenza della condanna subìta per frode fiscale e la legge Severino che ne sancisce la non eleggibilità. Le parole sopra scritte sono una sintesi del suo pensiero. L’ex presidente del Consiglio (foto by InfoPhoto) ha diffuso una nota poche ore dopo la decisione della Giunta.

Questo è il testo integrale: “Questa indegna decisione è stata frutto non della corretta applicazione di una legge ma della precisa volontà di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si è riusciti ad eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia. Violando i principi della Convenzione Europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialità dell’organo decidente e sulla irretroattività delle norme penali oggi sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto“.

Sulla stessa linea i commenti dei suoi collaboratori più vicini. Renato Schifani: “Peggio del previsto. Il copione era stato già scritto e se ne conosceva la trama ma si è andati oltre ogni limite di tollerabilità“. Renato Brunetta: “Offesa alla democrazia e al diritto. Tanto più grave perché perseguita con rancorosa pervicacia dal Partito democratico, nostro alleato nella maggioranza di governo. Solo il senso di responsabilità e la testimonianza di Silvio Berlusconi, che ha anteposto a tutto il bene comune, ci convince ad andare avanti nel nostro lavoro di rappresentanti degli italiani in una istituzione che sta tradendo se stessa“.