L’ira del Pdl sulla decisione di rendere palese il voto sulla Decadenza di Berlusconi si scatena funesta. Da Daniela Santanché a Maria Stella Gelmini, da Angelino Alfano a Maurizio Lupi, nessuno risparmia la propria impressione appellandosi ad una “brutale violenza alla cività” (Lucio Malan), a “regole violentate e Costituzione sovvertita” (Roberto Formigoni), e a “una pagina buia per le regole parlamentari”, come ha pronunciato il leader del gruppo Pdl al Senato, Renato Schifani. Quest’ultimo, in un’intervista al Tg1, ha dichiarato: “È stato compiuto un gravissimo strappo delle regole parlamentari contro Berlusconi. Una norma sul voto segreto per la sua decadenza è stata cambiata a colpi di maggioranza con un semplice parere. La verità è che il Pd vuole far saltare questa alleanza per andare al voto. Se ne assuma la responsabilità davanti agli italiani”.

Cera di quietare gli animi, invece, Quagliariello che invita a ragionare: “La decadenza di Berlusconi dipende da una sentenza ingiusta ma non dalla legge Severino, una sentenza ingiusta non data dal giudice naturale sulla quale è possibile chiedere una revisione ma è quella sentenza che fa decadere Berlusconi, è la pena accessoria, non dimentichiamocelo: non è che se questo voto al Senato non c’è Berlusconi resta senatore“. Sacconi sulla stessa lunghezza d’onda afferma trattarsi di una ”operazione politica trasversale di coloro che vogliono il voto anticipato, confidando nella vittoria della sinistra“.

Fermissima la replica del segretario Guglielmo Epifani: ”Rispetto e comprensione per la scelta della Giunta. Basta polemiche che vanno oltre ogni limite. La legge Severino è una legge perfettamente costituzionale che va applicata, così come è avvenuto nei trentasette casi precedenti. Si abbassino quindi i toni e si ricordi che la giustizia deve essere uguale per tutti“, ha affermato il leader democratico.

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