La Giunta per le elezioni del Senato ha stabilito il proprio verdetto: ha votato a favore della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, com’era ampiamente previsto.

La Giunta è rimasta in camera di consiglio per circa 6 ore. Durante questo periodo è scoppiata un’ulteriore polemica, dopo che il senatore Vito Crimi, membro della Giunta per il Movimento 5 stelle, aveva postato su Facebook, durante la camera di consiglio a quanto riportato da organi di stampa, un commento molto pesante e volgare su Silvio Berlusconi. Renato Schifani aveva chiesto quindi al presidente del Senato, Pietro Grasso, di sospendere immediatamente i lavori della Giunta, proprio perché uno dei membri ne aveva violato la segretezza.

Grasso ha affidato la risposta al suo portavoce: “Il ruolo del presidente del Senato è limitato al concordare i tempi della seduta col presidente della Giunta. Tuttavia il comportamento segnalato è inqualificabile ed offensivo. Ogni comportamento che esuli dai regolamenti verrà sottoposto ad istruttoria“.

Il presidente della Giunta, Dario Stefàno, ha risposto in merito: “Il senatore Crimi mi ha segnalato di aver sì postato qualcosa, di cui non era autore principale, ma di averlo fatto in un tempo anteriore a quello della seduta. Quindi, poiché il regolamento prevede l’interruzione della seduta solo in caso di forza maggiore, non mi è sembrato il caso di interromperla“.

Il regolamento prevede che gli atti della Giunta vengano trasmessi entro 20 giorni al presidente del Senato, per poi convocare l’Aula per il voto finale, che il regolamento prescrive avvenga a scrutinio segreto. Anche su questo punto la polemica è forte. Il M5S e parte del Pd vorrebbero il voto palese, per scongiurare il rischio di ipotetici franchi tiratori.