Ora entra nella fase calda la partita istituzionale del procedimento che porterà il Senato a decidere se far decadere o meno Silvio Berlusconi dalla carica parlamentare.

Dopo la fase di discussione degli ultimi due giorni, in cui Pd e M5S hanno confermato di voler votare contro l’ex presidente del Consiglio, il calendario della Giunta per le elezioni e le immunità prevede due sessioni per mercoledì 18 settembre. Nella prima, che comincia alle 9, è prevista la replica del relatore Andrea Augello, del Pdl. La sua richiesta alla Giunta è di convalidare l’elezione di Berlusconi nonostante la condanna a 4 anni per frode fiscale, argomentando che la legge Severino (che impedisce l’esercizio parlamentare a chi abbia ricevuto condanne superiori a due anni) è entrata in vigore dopo i reati che hanno portato alla sentenza, quindi sarebbe incostituzionale applicarla retroattivamente.

Alle 20.30 la Giunta si riunisce per la seconda sessione, in cui i 23 componenti esprimeranno le dichiarazioni di voto e quindi voteranno. E’ ampiamente probabile che la maggioranza dei membri respinga la richiesta di Augello.

E qui finisce solo il primo tempo. Il regolamento prevede che in questo caso il presidente della Giunta (Dario Stefàno, di Sel) nomini un altro relatore, che può anche essere se stesso. Quindi egli deve fissare col presidente del Senato data e ora della discussione in Aula. Deve esserci un preavviso di dieci giorni.

E’ quindi ipotizzabile che lunedì 30 settembre sia convocata la seduta pubblica. Berlusconi (foto by InfoPhoto) avrà il diritto di parlare per ultimo, assistito da un proprio avvocato. Al termine di questo intervento, la Giunta voterà a scrutinio palese per la decadenza. Poi toccherà all’Aula votare definitivamente. Il regolamento del Senato prevede per questi casi lo scrutinio segreto.

Da più parti, soprattutto dal Movimento 5 stelle, si chiede di cambiare al volo il regolamento e votare a scrutinio palese. Grillini e parte del Pd temono che nel segreto dell’urna i propri senatori votino per salvare Berlusconi e impedire quindi un possibile scioglimento delle camere se il governo dovesse cadere.

In mezzo a tutto questo c’è sempre l’elemento imprevedibile: il comportamento dello stesso Silvio Berlusconi. In giornata egli dovrebbe diffondere un videomessaggio in cui annuncerebbe le proprie intenzioni. Tale messaggio sarebbe dovuto andare in onda già il 17 settembre, ma il Cavaliere ha cambiato idea. Oltre a parlare della nuova Forza Italia e della propria lotta contro la magistratura, si vocifera che Berlusconi possa addirittura annunciare le proprie dimissioni e il continuato sostegno al Governo. Ma questo è tutto da confermare.