La crisi sul Governo è tornata. Dopo giorni di calma piatta sul fronte dei rapporti tra Pd-Pdl, ad i due maggiori partiti della coalizione governativa è bastato un solo giorno di lavoro alla Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato per mettere tutto in discussione.

La decadenza Silvio Berlusconi  dalla carica parlamentare in seguito alla condanna definitiva nel processo Mediaset è un tema caldo nella politica italiana, il leader del centrodestra è ad Arcore con figli e legali, si dice sia furioso con gli esponenti del Pd della Giunta per le immunità del Senato, che secondo lui hanno già deciso a prescindere di votare a favore della decadenza. Un voto politico secondo l’ex premier, e non secondo una decisione presa sulla base del diritto.

Lo scontro è iniziato quando in Giunta il relatore Andrea Augello ha presentato tre questioni pregiudiziali prima ancora di entrare nel merito della decadenza, un discorso quello dell’esponente del Pdl di ben quattro ore, secondo Pd e M5S un modo per dilatare i tempi.

Il senatore Augello ha orientato il suo discorso sulla legge Severino. Tre le proposte presentate dal senatore Pdl, la prima chiede alla Giunta stessa di verificare in maniera preliminare l’ammissibilità di un ricorso alla Corte Costituzionale sulla norma anti-corruzione, la seconda di sollevare direttamente l’eccezione di costituzionalità su 10 profili ravvisati dal relatore. Nella terza pregiudiziale, infine, il senatore Pdl chiede un rinvio interpretativo alla Corte di Giustizia della Ue, con una procedura accelerata.

Il Pdl ha chiesto quindi il rinvio della discussione, altrimenti sarebbe scattata la crisi di governo. Pd e M5S hanno reagito chiedendo e ottenendo un voto unico che valga per l’intera relazione e le tre pregiudiziali. Voto che, se sarà per domani, significherebbe la fine delle larghe intese secondo Renato Schifani, “Dalla giunta provengono segnali di muro contro muro. Un inaccettabile atteggiamento da parte del Pd e di M5S che intendono votare martedì contro le pregiudiziali formulate dal relatore. Se dovesse succedere questo, non credo che si potrebbe più parlare di maggioranza a sostegno del governo” ha dichiarato l’ex presidente del Senato. Replica del segretario Pd Epifani: “Sarebbe un atto di grave irresponsabilità”. Epifani: “Sarebbe un atto di grave irresponsabilità. La volontà politica è quello di scardinare questo governo. Voglio esprimere la mia grande amarezza per quello che si è configurato come un plotone di esecuzione. Non si è mai verificato che la giunta delle elezioni si dette questi ritmi, una procedura anonima e contorta. Valuterò con i miei colleghi senatori se partecipare ai lavori di domani”.

Intanto secondo il presidente della Giunta, Dario Stefano, “È molto probabile che ad un voto si arriverà domani sera”, ma dalle parti Pd non sono molto sicuri di questo e tramite il senatore Felice Casson fanno sapere: “Credo che anche domani non si riuscirà a votare”. (foto by InfoPhoto)

Oggi i ministri del Pdl si riuniranno per fare il punto e concordare le mosse, mettendo in conto l’uscita dal governo in caso di voto stasera o domani sulle pregiudiziali presentate da Augello.

A mettere tutti in allerta sulla possibile fine del governo ci pensa il premier Enrico Letta che, dopo il pareggio nello spread tra Spagna e Italia ha dichiarato: “Siamo sicuri che prevarrà il buon senso e tutti capiranno che ci vuole stabilità”.