Quindi tutto sembra andare nella direzione della catastrofe. Dopo la riunione dei gruppi parlamentari del Pdl, nella serata del 25 settembre a Montecitorio, deputati e senatori del partito di Silvio Berlusconi si sono dichiarati disponibili a dimettersi se la Giunta per le elezioni del Senato, che si riunirà il 4 ottobre, dovesse votare per la decadenza del Cavaliere da senatore.

Saranno i due capigruppo, Renato Schifani e Renato Brunetta, a rendere le dimissioni effettive consegnando le lettere nelle mani dei presidenti delle Camere (foto by InfoPhoto).

Durissimo Berlusconi: “È in corso un’operazione eversiva che sovverte lo Stato di diritto ad opera di Magistratura democratica, un colpo di Stato contro il leader del centrodestra“. E ancora: “Essere buttato fuori dalla storia per un’accusa così ingiusta e infamante non mi ha fatto dormire per 55 giorni. Questa mattina mi sono pesato e ho scoperto di aver perso 11 chili: uno per ogni anno di condanna, 4 per Mediaset e 7 per il processo Ruby“.

Angelino Alfano ha rincarato la dose: “Questo è un partito che non si dividerà. E’ unito e compatto e resterà tale. Perchè è stretto intorno al suo leader al quale è legato dall’affetto, dalla stima e dalla forza degli ideali comuni“.

Immediate le reazioni a sinistra. Il segretario del Pd, Guglielmo Epifani: “Le decisioni e i toni incredibili usati oggi dal Pdl sono l’ennesima prova di irresponsabilità nei confronti del Paese. Il Pdl pensa a sfasciare tutto, a rendere instabile l’azione del governo volta a risolvere i problemi degli italiani“.