Matteo Renzi, ospite di ‘Porta a Porta’, tocca diversi temi politici: dalla decisione sulla decadenza di Berlusconi che tiene in bilico il governo alle azioni di Enrico Letta fino a come uscire dalla crisi. La stoccata al Cavaliere è secca ma non fa una piega: “In qualsiasi Paese al mondo Berlusconi sarebbe andato a casa sua da solo senza aspettare alcuna decadenza. Quando una persona viene condannata con sentenza passata in giudicato, la partita è finita, è game over. Così accade in qualsiasi Paese del mondo”.

Il sindaco di Firenze però è certo che Berlusconi non farà la crisi di governo per un migliaio di motivi: “Io spero che la crisi di governo non ci sia. Per quale motivo dovrebbe andare in crisi? Questo governo ha appena cominciato ma ci si deve sbrigare a fare le cose. A chi interessa cosa fanno Quagliariello e Zanonato? Gli italiani vogliono sapere cosa fa di concreto questo esecutivo”.

Il premier ha ribadito la necessità di stabilità politica ma secondo Renzi si può fare molto di più: “Una cosa è dire che serve la stabilità, altra cosa è l’immobilismo: su alcune cose Letta ha fatto dei primi passi, ma serve più coraggio. Il problema è il Paese. Il Pd nei primi mesi della vita dell’esecutivo è rimasto alla ruota del Pdl, ad esempio sull’Imu. Dicono che non si pagherà più ma la Service tax… Ma le tasse sono tasse anche in inglese”. La preoccupazione della seggiola è “capibile” ma “questa cosa del governo che deve durare è un tic andreottiano la mia domanda non è come ci arriva Letta al semestre europeo, ma come ci arrivano le nostre imprese”.

Sulle prossime primarie del Pd Renzi ha le idee chiare: “Se chi viene alle primarie pensa che vada tutto bene, che le cose fino ad oggi sono tutte giuste, fanno bene a non votarmi. Se il Pd vuol fare le cose per bene e per cambiare il Paese, io ci sono. Se vuole rimanere com’è adesso, io glielo lascio volentieri. Nel partito dobbiamo portare i migliori. Nel Pd oggi abbiamo una logica delle correnti. Ma a me non me ne frega niente di chi vota la gente al congresso. Io non chiedo il voto delle persone fedeli. Io chiedo il voto delle persone capaci. Attingerò a piene mani dal mondo delle persone che ascolto settimana per settimana. Professori, imprenditori… È una scuola di vita straordinaria”.