Il decoro architettonico è certamente uno degli argomenti più discussi in condominio

Il decoro architettonico è elemento fondamentale per la valutazione di un edificio condominiale, pertanto alterarlo ad esempio con l’applicazione di condizionatori sulla facciata esterna significa provocare un danno economicamente rilevante al condominio ma anche ai suoi singoli partecipanti. Tuttavia non tutti gli interventi solo da ritenersi uguali.

Intanto è opportuno definire cos’è il decoro architettonico: “deve intendersi l’estetica del fabbricato data dall’insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia ed una specifica identità” (Cass. 851 del 2007).

Il decoro di un edificio, pertanto, dev’essere considerato un bene comune e questo vale non solo per l’edificio signorile dal particolare pregio architettonico, ma anche per la costruzione popolare: tutti gli edifici possono essere caratterizzati esteticamente ed avere un proprio decoro architettonico quando si può individuare nel fabbricato una linea armonica, anche estremamente semplice, che ne caratterizzi la fisionomia.

Non è necessario, quindi, che lo stabile abbia particolare un pregio storico artistico. Anche la Suprema Corte, infatti, ha stabilito che è sufficiente che nel fabbricato sia presente una linea armonica ”sia pure estremamente semplice, che ne caratterizzi la fisionomia” (ex multis Cass. 4 aprile 2008, n. 8830). Che sia ubicato nel centro storico o che sia un casermone di periferia, ogni edificio può avere una fisionomia che lo caratterizza.

Pertanto, il decoro architettonico è un bene suscettibile di valutazione economica e la sua alterazione può determinare un deprezzamento dell’intero fabbricato (Cass. 22 agosto 2003, n. 12343).

Comunque oggi il concetto di decoro architettonico è stato aggiornato e adeguato ai cambiamenti in atto in ogni campo. Oggi è cambiato anche il comune senso dell’estetica e del decoro: le antenne televisive installate sui tetti, le parabole satellitari, sporgenti dal muri, gli impianti di climatizzazione sempre più numerosi, non vengono più intesi come causa di deturpazione dell’estetica delle abitazioni dell’ambiente.

Per concludere, al di là di vecchie e nuove interpretazioni del decoro architettonico, quello che vale è il regolamento condominiale, che può approvare oppure no interventi che possano modificare le parti comuni.