Il decreto antiterrorismo incassa la fiducia al Senato ed è legge. Con 161 voti a favore, 108 contrari e un astenuto, Palazzo Madama dà il via libera definitivo al testo che era già stato approvato dalla Camera dei deputati. Oltre a prorogare le missioni internazionali, il decreto antiterrorismo introduce o rafforza alcuni strumenti di lotta contro il terrorismo. Un provvedimento la cui approvazione è stata salutata con grande soddisfazione da parte del Ministro degli Interni, Angelino Alfano, che su Twitter si è detto sicuro che da oggi la lotta al terrorismo sarà molto più forte.

https://twitter.com/angealfa/status/588285062682177536

Decreto antiterrorismo: novità su foreign fighters

Fra le novità introdotte dal decreto, vi è la normativa sui cosiddetti foreign fighters, definiti come coloro che si fanno arruolare per il compimento di atti di violenza, con finalità di terrorismo e per cui è prevista una pena detentiva da cinque a otto anni. Una pena carceraria simile a quella prevista per chi organizza, finanzia o propaganda viaggi finalizzati al compimento di condotte terroristiche.

Per quanto riguarda invece i lupi solitari che progettano attentati nel nostro Paese, la legge prevede una pena detentiva da cinque a dieci anni, specificando che ad essere puniti sono coloro che “a tal fine si sono addestrati da soli sulla preparazione o sull’uso di materiali esplosivi, di armi da fuoco o di altre armi, di sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, nonché di ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo internazionale“.

La legge prevede altresì la condanna per associazione terroristica, assistenza agli associati, arruolamento e organizzazione di espatrio a fini di terrorismo consegue obbligatoriamente la pena accessoria della perdita della potestà genitoriale quando ad essere coinvolto è un minore.

Decreto antiterrorismo: scafisti e missioni all’estero

La legge appena approvata prevede anche l’arresto in flagranza di reato per gli scafisti che conducono i clandestini sulle nostre coste permettendo altresì di rilasciare agli stranieri permessi di soggiorno a fini investigativi.

Come già anticipato poi, il decreto antiterrorismo proroga le missioni all’estero e sono state anche autorizzate le spese per le missioni internazionali che si svolgono in Europa.

Decreto antiterrorismo: colloqui in carcere

Grazie al decreto, è stata introdotta la possibilità – in via transitoria fino al 31 gennaio del 2016 - per i servizi di informazione e sicurezza di effettuare colloqui investigativi con detenuti per prevenire delitti con finalità terroristica di matrice internazionale, previa informazione al procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma e al Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.