Dopo il voto di fiducia ottenuto ieri – il 56esimo incassato dal governo Renzi – oggi la Camera dei Deputati ha definitivamente approvato il discusso decreto banche che diventa così legge.

Come si ricorderà il decreto è stato messo in cantiere alla fine del mese di aprile, successivamente allo scandalo di Banca Etruria, Marche Carichieti e Carife.

287 voti a favore, 173 contrari e 3 astenuti: questo il bilancio del decreto banche che garantisce nuove tutele ai risparmiatori delle banche che si trovano in una situazione di default.

Ma nel testo sono presenti anche nuovi strumenti a disposizione degli istituti per il recupero dei crediti, come il pegno mobiliare non possessorio e il patto marciano.

Nel primo caso il debitore non viene spossessato del bene mobile e questi può avviare azioni conservative o inibitorie nel caso in cui il debitori usi il bene in modo indebito; le modifiche al patto marciano prevedono l’allungamento a nove mesi del pagamento delle tre rete non consecutive, dopo le quali scatta l’inadempimento (il termine arriva a dodici mesi nel caso in cui sia stato restituito almeno l’85% della quota capitale).

Tuttavia il punto principale del testo che interessa maggiormente i cittadini e le cronache è quello relativo all’indennizzo automatico dell’80% per gli obbligazionisti coinvolti nel default delle banche citate, nel caso in cui abbiano un reddito Irpfef relativo al 2014 inferiore ai 35mila euro, oppure un patrimonio mobiliare inferiore ai 100mila.

I risparmiatori avranno poi sei mesi invece che quattro per presentare l’istanza di erogazione del rimborso. Respinta infine la richiesta di esenzione fiscale sui rimborsi erogati dal Fondo che era stata presentata come un impegno preso dal Governo.