Con 169 voti a favore e 70 contrari il Senato ha approvato la fiducia posta dal governo sul cosiddetto decreto banche. Ora la parola passa alla Camera, che avrà un mese intero per esaminare il testo, che contiene alcuni emendamenti che riguardano sopratutto i rimborsi e l’ampliamento della platea degli aventi diritto.

I risparmiatori vittime del crac di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara che hanno acquistato obbligazioni subordinate potranno infatti accedere agli indennizzi automatici al conseguimento di determinate condizioni.

Il tetto del reddito annuo a 35mila euro è passato dall’essere considerato sul lordo al reddito complessivo, il che implica la scomparsa di voci come Tfr, redditi finanziari o arretrati sugli stipendi. Per accedere al rimborso dell’80% di quanto perso ci sarà anche più tempo, sei mesi invece quattro. Modificato poi l’anno di riferimento, non più il 2015 ma il 2014.

Tutti gli altri potranno ricorrere all’arbitrato, che potrebbe addirittura ottenere un risarcimento pieno al 100%. Le risorse da destinare ai rimborsi scaturiranno da un fondo di solidarietà costituito dalle banche, che non ha più un tetto massimo come era stato fissato in via preliminare (100 milioni di euro) dalla legge di stabilità del 2016. Ulteriore novità è l’impegno del governo a escludere i rimborsi da qualsivoglia imposizione fiscale.

I risparmiatori, rappresentati dall’Unione nazionale consumatori, avevano però avanzato richieste più onerose, tra cui l‘innalzamento del tetto del reddito oppure il raddoppio nel caso di conti cointestati. Secondo Massimiliano Dona, segretario dell’associazione, “il consumatore viene ancora di fatto costretto a rinunciare ai suoi diritti”.

Rimane una forte tensione politica, come recentemente hanno dimostrato le accuse a Giuseppe Vegas, presidente di Conbos, accusata di non aver adempiuto alla sua missione di vigilanza. Enrico Zanetti, viceministro all’Economia, ne ha chiesto le dimissioni per preservare la credibilità dell’istituzione, sulla scia di quanto affermato dalla trasmissione Report, che aveva letto una missiva di Vegas in cui chiedeva di non includere scenari probabilistici nei documenti informativi allegati alle obbligazioni vendute ai risparmiatori.