E’ normale che durante le campagne elettorali deputati e senatori siano sempre in movimento tra comizi, apparizioni sui media e riunioni varie, quindi spesso non partecipino alle sedute parlamentari. Ma da qui a far saltare i decreti perché manca il numero legale ne corre.

Nella seduta alla Camera dei deputati del 16 maggio, trascinatasi fino alla serata, era in discussione il decreto legge sul piano casa, varato il 28 marzo, quindi vicino alla scadenza (27 maggio). Il provvedimento è stato già approvato dal Senato. Prevede la conferma del bouns di 10mila euro sui mobili, la riduzione della cedolare secca sui contratti d’affitto, l’ampliamento della vendita d’immobili pubblici e anche un contributo di 25 milioni al Comune di Milano per l’Expo 2015.

Ma a Montecitorio non si è arrivati al voto. E’ mancato il numero legale. Significa che, al momento di votare, non erano presenti in aula abbastanza deputati. Questo è un caso lampante di poca capacità tattica e organizzativa da parte della maggioranza; ancora più imbarazzante se arriva dal Partito democratico, storicamente il più strutturato e organizzato. Le opposizioni hanno mantenuto gli occhi aperti e non si sono lasciate scappare l’occasione, lasciando l’aula al momento opportuno. La trappola ha funzionato in pieno.

Il Governo di Matteo Renzi (foto by InfoPhoto) non l’ha presa bene. La riunione riprenderà lunedì 19 maggio in mattinata, e l’Esecutivo chiederà per l’ennesima volta la fiducia, ormai diventata una consuetudine. Il voto è previsto per le 18. C’è tutto il tempo per prelevare i deputati e trascinarli a Montecitorio.