L’Aula della Camera ha detto sì al decreto legge che contiene i famigerati 80 euro di bonus del governo Renzi. Domani dovrebbe arrivare anche il via libera definitivo del Senato – il decreto ricordiamolo deve essere convertito entro lunedì prossimo. Dopo pochi mesi di governo l’esecutivo Renzi ha già messo la fiducia sui propri provvedimenti 13 volte.
Le norme approvate prevedono oltre al taglio del cuneo fiscale – gli 80 euro arriveranno soprattutto – il 56% – da “nuove entrate” (ovvero da altre tasse). Domani diventerà ufficiale il rinvio al 16 ottobre della prima rata Tasi per i comuni che non hanno deciso e pubblicato tutto entro maggio.
I comuni ritardatari dovranno inviare telematicamente le proprie deliberazioni entro il 10 settembre, in modo da permettere di pubblicare tutto online entro il 18 dello stesso mese. Viene poi ridotta l’aliquota base dell’Irap dal 3,9 al 3,5%, e introdotte modifiche per questa imposta che riguardano imprese di assicurazioni, banche e soggetti finanziari, società di capitali (si prevede di aumentare i tagli con i decreti delegati sulla riforma fiscale).

Il decreto prevede tagli per i ministeri e la presidenza del Consiglio dei ministri per 240 milioni nel 2014. Si vuole poi tagliare i costi operativi delle società pubbliche a partecipazione diretta del 2,5% per l’anno in corso del 4% nel 2015. Restano fuori da questo taglio chi deve entrare in borsa – come la Consip – e la Rai per cui vengono confermati i tagli per 150 milioni di euro.

Viene ridotta la spesa per l’acquisto e la manutenzione delle auto e buoni taxi: l’obiettivo è passato dallo spendere la metà di quanto speso nel 2011 al 30%. Il decreto a nuovo modi per monitorare i debiti della Pubblica Amministrazione – e quindi valutare i ritardi. Ci saranno 2 miliardi in più per pagare tali debiti – e dovrebbero arrivarne altri 6 da regioni ed enti locali. Si cercherà inoltre di introdurre nuovi strumenti per favorire la cessione dei crediti.

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