L’Italia vuole porre un freno alla pesca illegale che sta diventando pratica usuale. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale, nel numero 26, il Decreto Legislativo 9 gennaio 2012, n. 4 riguardante le “misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, a norma dell’articolo 28 della legge 4 giugno 2010, n. 96”.

Il decreto si occupa di riordinare, coordinare e integrare la normativa in materia di pesca e acquacoltura.

Lo scopo è quello di rendere il nostro paese in regola rispetto a quanto previsto, e attuato, negli altri paesi delle comunità europea al fine di prevenire e limitare, se non debellare, le pratiche di pesca illegale che rendono difficile la sopravvivenza della fauna marina.

L’Italia si prepara dunque a lavorare sulla strada di pratiche sostenibili che permettano di godere di quanto offerto dal mare, senza necessariamente sfruttarlo.

Vengono infatti definiti i limiti e i confini relativi all’acquacoltura, ovvero l’allevamento controllato di organismi acquatici cui ciclo di vita deve però essere seguito costantemente onde evitare eventuali danni.