Oggi, venerdì 28 febbraio, arriva il nuovo “decreto legge enti locali” per mettere in sicurezza il bilancio di Roma. Ad annunciarlo è stato il premier Matteo Renzi, durante l’intervento della Direzione del Pd. La minaccia del blocco della capitale da parte del sindaco Ignazio Marino (CLICCA QUI PER APPROFONDIMENTI) dopo la mancata conversione del Salva Roma non è stata apprezzata da Palazzo Chigi anche se i toni, che avrebbero irritato la presidenza del Consiglio, sono stati successivamente smussati dallo stesso sindaco, “fiducioso” nei confronti di Renzi.

Palazzo Chigi ha annunciato di stare lavorando per risolvere con urgenza un problema creato da altri e nella mattinata di giovedì vi sarebbe stata una telefonata tra lo stesso premier e il sindaco definita “energica”. Salvi dunque i servizi cittadini: asili nidi aperti, autobus in circolazione e nessuna vendita delle grandi aziende municipalizzate. Almeno per ora. Il sindaco spiega che l’eventuale blocco non sarebbe una scelta ma una conseguenza della mancanza delle risorse stanziate dal provvedimento approvato dal governo Letta ma ritirato ieri dal nuovo Esecutivo a causa dell’ostruzionismo di M5S e Lega.

In serata Marino si è detto molto soddisfatto delle parole scambiate con Renzi e del lavoro svolto con grande serietà prima di entrare al Teatro dell’Opera per assistere alla prima del Manon Lescaut. “In questi minuti i tecnici del Campidoglio si sono ancora una volta recati a Palazzo Chigi per completare la revisione del testo che il presidente del consiglio domani porterà al consiglio dei ministri. Mi auguro che così come tutti aspettiamo ci siano quei contenuti che possano permettere di scrivere al più presto il bilancio della città perché voglio che Roma torni ad essere una città normale dove i bilanci non si scrivano con un anno di ritardo ma di anticipo”.

A proposito di bilanci: negli ultimi tre anni il Teatro dell’Opera si è indebitato di 25,7 milioni di euro. Marino ha ereditato una situazione disperata, piena di contraddizioni e di scandali tranquillamente consultabili sul sito del Comune (CLICCA QUI). Come quella, riportata dal Corriere della Sera, dell’elenco di avvocati alle dipendenze dell’amministrazione, ben 23 con stipendi che complessivamente ammontano a 6.648.552 euro nel 2012, una media che supera i 300.000 euro a testa grazie a un bonus (che pesa almeno per la metà) sulle cause vinte. che in qualche caso sfiora i 200 mila euro, non è mai sotto 160 mila euro. Spicca anche il miliardo e 600 milioni di perdite accumulati in 10 anni dall’Atac, azienda pubblica da 12.276 dipendenti, a cui si somma l’addizionale Irpef di 1.040 euro l’anno pagata dai romani contro una media nazionale di 440. Gli stessi che ciascun cittadino dovrebbe tirare fuori per tappare il disavanzo del bilancio comunale, stimato in 1,2 miliardi.

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