Lo spettacolo serale andato in scena alla Camera il 4 febbraio ha mostrato il consueto repertorio di drammi e farse. Il dramma è il ricorso all’ennesimo decreto legge che toglie migliaia di detenuti dalla galera perché l’Italia non è capace di amministrare la giustizia; la farsa è il comportamento dei deputati.

Gli inquilini di Montecitorio dovevano votare la fiducia chiesta dal Governo sul decreto svuota carceri: decisione presa da Enrico Letta visti i 550 emendamenti e l’ostruzionismo feroce da parte delle opposizioni. Il voto è andato come previsto, 347 sì e 200 no. Tuttavia l’esame del provvedimento continua. Il Movimento 5 stelle ha presentato 106 ordini del giorno per allungare i tempi. Il voto finale per approvare il decreto è previsto per il 5 febbraio. Poi approderà al Senato. Il decreto scadrà il 21 febbraio.

Ma il vero spettacolo è stato prima delle votazioni. La Lega Nord, agguerrita come non mai contro questo provvedimento, ha sfoderato tutto il suo repertorio. Il migliore colpo di teatro è arrivato da Gianluca Buonanno il quale, durante il proprio intervento, ha estratto un paio di manette e si è recato fino ai banchi del Governo per depositarle davanti al ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. Ovvia esplosione del caos e il presidente Laura Boldrini (foto by InfoPhoto) ha dovuto sospendere la seduta.

Poi, durante la votazione, altro show. La procedura prevede che ogni deputato passi davanti al banco della presidenza per comunicare il proprio voto. I leghisti lo hanno fatto mostrando cartelli con la scritta “No al libera mafiosi“. I grillini invece hanno fatto una sfilata agitando una copia del regolamento della Camera.

Nuovo giorno, nuova recita. Ma si ride poco.