È stata lanciata da pochi giorni nel Regno Unito e sta già destando curiosità e polemiche. È la nuova linea Deeni Dolls, delle bambole senza volto affinché siano completamente compatibili con le norme della Sharia, per quelle famiglie che vogliono rispettare rigorosamente i dettami della religione islamica.

La prima rappresentante della linea si chiama Romeisa, in onore della compagna di Maometto, ed è stata progettata da un’ex insegnante di Lancashire. La bambola non prevede occhi, naso e bocca per rispettare il divieto di rappresentazione dei volti e, oltre a un simpatico abito rosso, indossa il tradizionale hijab.

«Ho avuto l’idea dopo aver parlato con alcuni genitori», spiega la creatrice Ridhwana B., «preoccupati dalle normali bambole dotate di volto». Dopo quattro anni di progettazione, e dopo aver vagliato anche il parere di alcuni esperti in Sharia, la produzione è stata avviata in Cina e il primo modello è arrivato sul mercato, sebbene in esemplari limitati. Il tutto al costo di 25 sterline.

«Il range di giocattoli per bambini islamici è abbastanza limitato al momento, ha poche scelte», continua l’ideatrice, «sebbene questo progetto abbia richiesto del tempo, sto ricercando altre idee per il futuro». Non tutti, però, dimostrano altrettanto entusiasmo. Il popolo dei social network si è diviso, come ormai consuetudine, tra critici della bambola e altri invece convinti che un simile giocattolo non costituisca di certo un pericolo. Eppure il dibattito supera i confini della Rete per approdare agli esperti di religione islamica, tra cui diversi scettici. Giusto per citare un parere, il The Independent riporta l’opinione di Fawaz Gerges, esperto di società e politica islamica per la London School of Economics. L’idea commerciale sarebbe sovrastimata rispetto alla portata di mercato, poiché sarebbero poche le famiglie così rigidamente legate alla religione in fatto di accudimento dei più piccoli. Vi sarebbe preoccupazione sulla rilevanza che la bambola potrebbe guadagnare sui media, così come lecito attendersi data anche la singolare iniziativa: il timore è che venga rimandata un’idea fuorviante della comunità islamica. Il dibattito rimane quindi aperto: non resta che attendere ulteriori aggiornamenti.

Fonti: Daily Mail, The Independent

Immagine: The Independent