La tenaglia della Commissione Europea si stringe su Spagna e Portogallo, ree di non aver corretto il deficit pubblico come richiesto dal Patto di stabilità e crescita firmato.

Lo hanno confermato oggi le autorità europee, le quali hanno prodotto alcuni dati che rendono evidente la divergenza tra le pretese imposte dai parametri del Patto e le effettive correzioni effettuate dai due Paesi.

La Spagna infatti durante il triennio 2013 – 2015 ha incrementato il proprio Pil dello 0,6%, molto la di sotto del 2,7% richiesto dalla UE; anche il debito si è mantenuto altissimo e stabile al 99,3%, del tutto fuori scala rispetto alla previsione del 60%.

Nello stesso periodo il Portogallo ha portato il Pil all’1,1%, ma l’obiettivo era stato fissato al 2,5%, con un debito pubblico sotto la soglia del 130%.

La Spagna e il Portogallo non hanno preso azioni efficaci rispetto alle raccomandazioni del consiglio del 21 giugno 2013“, questo il messaggio che si legge nel report della Commissione, che potrebbe portare a sanzioni che verranno vagliate dall’Eurofin, la riunione dei ministri economici degli Stati membri, nella prossima riunione di martedì.

Entro l’inizio di agosto potranno infatti essere comminate multe, per quanto il vice presidente della Commissione Valdis Dombrovskis abbia cercato di intercedere, affermando che sia che Spagna e Portogallo “hanno affrontato una gravi crisi,” e nonostante ciò “sono riusciti a tornare alla stabilità di bilancio“: sforzi da non sottostimare, sopratutto se si accetta che il Patto di stabilità e crescita debba essere applicato con buon senso e non in modo automatico.