Si definisce vegano una persona il cui regime alimentare è composto unicamente da prodotti vegetali. Il termine deriva dalla contrazione di veg(etari)ano (con cui condivide la stessa radice latina ‘vegetus’ ovvero integro, sano, vivo) e costituisce un neologismo, in quanto coniato nel 1994 da Elsie Shrigley e Donald Watson, fondatori della Vegan Society.

In quell’anno Shrigley e Watson si dichiararono insoddisfatti dell’uso comune della parola vegetariano per riferirsi a diete che includevano latte, uova e derivati e coniarono la nuova denominazione prendendo le prime e ultime lettere del termine, a significare che il veganismo costituisce “l’inizio e la fine del vegetarianesimo”. I vegani possono infatti essere considerati dei vegetariani più radicali, che oltre a non nutrirsi di animali, non mangiano nemmeno i prodotti  da essi derivati (latticini, uova, miele, ecc.) e rifiutano ogni forma di sfruttamento degli stessi (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo).

Questa la definizione di veganismo fornita dalla Vegan Society: “La parola denota una filosofia e un modo di vita che si propone di escludere – nella misura in cui questo è praticamente possibile – tutte le forme di sfruttamento e di crudeltà verso gli animali perpetrate per produrre cibo, indumenti o per qualsiasi altro scopo, e, per estensione, promuove lo sviluppo e l’uso di alternative non-animali, per il bene dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. Da un punto di vista dietetico indica la pratica di evitare qualsiasi prodotto derivato, in tutto o in parte, dagli animali”.

Oltre all’aspetto puramente alimentare, il vegano compie dunque una scelta ‘etica’, che ne influenza lo stile di vita a 360 gradi. Essere vegano significa infatti rifiutare l’utilizzo di qualsiasi prodotto di derivazione animale, a partire da carne, pesce e latticini ad uso alimentare, fino alla rinuncia a capi di vestiario realizzati con pelle e lana, come anche di cosmetici testati su animali; al rifiuto di visitare zoo, acquari, circhi, ippodromi, maneggi, ecc. ; fino alla condanna della compravendita di animali domestici.

Le motivazioni che stanno alla base di tale filosofia di vita sono chiaramente rintracciabili nella difesa dei diritti animali, ma a questa si sommano la volontà di abbracciare una tipologia di alimentazione a detta di molti più sana e sostenibile, sia dal punto di vista delle risorse naturali che nell’ottica di un più equo accesso alle riserve alimentari del pianeta.