L’aggettivo audace (dal latino “audax -acis”, derivato di “audēre” ossia “osare”) definisce colui che non esita ad affrontare il pericolo e vi si fa incontro noncurante dei rischi. Audace è una persona coraggiosa, ma  non solo: l’audacia implica una componente temeraria, spericolata; una sorta di spavalderia.  I giovani, audaci per natura, sono il perfetto esempio di tale concetto: sono pieni di coraggio e osano incuranti dei rischi (es. “un audace esploratore”; “con un’azione audace è riuscito a penetrare in territorio nemico”).

Il suffisso “ace” funge infatti da rafforzativo di un modo di essere o di agire del soggetto: audace è quindi colui che osa senza limiti; così come tenace è colui che resiste ad oltranza, fugace è tutto ciò che sfugge e fallace si dice di chi sbaglia in modo recidivo.

Audace può tuttavia essere anche lo sguardo dell’esperto seduttore o la scollatura  di una donna consapevole e fiera della propria bellezza, così che l’aggettivo ben si adatta a definire anche un atteggiamento provocante, irriguardoso, azzardato, insolente e perfino oltre i comuni limiti del pudore. Per estensione, si definiscono audaci le idee fortemente innovative, portatrici di ardita originalità e addirittura rivoluzionarie (es: una teoria audace; un progetto audace) e che suscitano scalpore e/o opposizione (es. parole audaci, l’ardito progetto di un architetto o una pièce che porta in scena un nudo maschile, un audace allestimento teatrale).

 “Audaces fortuna iuvat” (“La fortuna aiuta gli audaci”) recita un vecchio proverbio popolare, poiché costoro sono sicuri di sé, non indietreggiano di fronte ai rischi e non temono di esporsi. Sono capaci da azzardare e questo li mette in risalto. Non c’è forza più grande.

Sinonimi di audace, a seconda dei diversi contesti, possono essere considerati: ardito, coraggioso, intrepido, valoroso; avventato, rischioso; imprudente, sconsiderato, spericolato, temerario; insolente, irriverente, provocante, sfrontato, spudorato e perfino innovativo e originale.