I delitti contro l’ambiente saranno introdotti come reati nel codice penale. Lo ha finalmente deciso la Camera dei Deputati che ha dato il via libera al testo unificato sui delitti ambientali grazie alle proposte di legge Realacci, Micillo e Pellegrino. Prevista l’introduzione di quattro nuovi reati, tra i quali il disastro ambientale, inquinamento ambientale, il traffico di materiale radioattivo e l’impedimento di controllo. Un pacchetto di norme messo a punto anche attingendo dal lavoro della commissione sugli eco-reati insediata dal ministro dell’Ambiente.

I delitti, spesso sanzionati con una multa come per il passaggio con il rosso, prevederanno aggravanti in presenza di associazioni mafiose, la confisca obbligatoria del profitto del reato e la condanna al ripristino. Raddoppiati i tempi di prescrizione. Previsti anche sconti di pena nel caso di ravvedimento operoso (se l’imputato evita conseguenze ulteriori, aiuta i magistrati a individuare colpevoli o provvede alla bonifica e al ripristino). Il testo dovrà passare al Senato ma l’orientamento è ormai netto.

“Ho due ragioni per essere contento - ha dichiarato il Guardasigilli Andrea Orlando -. Come neoministro della Giustizia e come ex ministro dell’Ambiente che aveva indicato questo come uno degli obiettivi fondamentali. Oggi diamo una risposta organica, perché c’è un sistema sanzionatorio che, al di là della gravità delle pene, è congruo”. Gli fa eco il direttore generale di Legambiente Rossella Muroni: “Da venti anni aspettavamo l’inserimento dei delitti contro l’ambiente nel codice penale per poter combattere con strumenti efficaci la criminalità ambientale. Si tratta di una riforma di civiltà indispensabile per il nostro paese e ulteriori miglioramenti potranno venire dal passaggio al Senato”.

Una partita fondamentale anche sul piano economico: il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci ricorda che questi crimini fruttano alla criminalità organizzata circa 16,7 miliardi di euro l’anno.

Ecco i quattro nuovi delitti introdotti nel codice penale:
DISASTRO AMBIENTALE: reclusione da 5 a 15 anni per chi altera gravemente o irreversibilmente l’ecosistema o compromette la pubblica incolumità.
INQUINAMENTO AMBIENTALE: reclusione da 2 a 6 anni (e multa da 10mila e 100mila euro) per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità (anche agraria) o l’ecosistema o lo stato del suolo, delle acque o dell’aria. Se non vi è dolo ma colpa, le pene sono diminuite da un terzo alla metà. Pena aggravata se il reato ricade in un’area naturale protetta o sottoposta a vincoli.
TRAFFICO E ABBANDONO DI MATERIALE DI ALTA RADIOATTIVITÀ: reclusione da 2 a 6 anni (e multa da 10mila a 50mila euro) per chi commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa abusivamente.
IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO: reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi nega o ostacola l’accesso o intralcia i controlli ambientali.

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