Nuova udienza della Corte d’Appello di Taranto per l’omicidio – avvenuto nell’agosto del 2010 – della quindicenne Sarah Scazzi. Ne parliamo perché oggi dovrebbe rendere delle dichiarazioni spontanee sul delitto di Avetrana la zia di Sarah, Cosima Serrano. Lei e la figlia Sabrina Misseri sono accusate dell’omicidio di Sarah e per questo sono state condannate all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Taranto. Secondo i giudici, Sabrina avrebbe strangolato la cugina, mentre la madre avrebbe partecipato all’omicidio tenendo ferma la ragazza uccisa.

Alla base del gesto ci sarebbe stata la gelosia di Sabrina, perché Sarah frequentava un giovane che piaceva alla cugina. Secondo la sentenza della Corte d’Assise, Michele Misseri, il padre di Sabrina, avrebbe avuto un ruolo nella vicenda legato solo all’occultamento del cadavere (il corpo della ragazza era stato ritrovato in un pozzo cisterna dell’uomo). La vicenda, come saprete, è piuttosto intricata, visto che le due donne si sono sempre dichiarate innocenti, ed hanno detto che ad uccidere la ragazza sarebbe stato Michele Misseri, che avrebbe fatto tutto nel garage di casa ad Avetrana.

E Misseri ha cambiato più volte versione, a volte accusando se stesso per la morte della nipote, e a volte ha attribuito l’omicidio alla figlia. dicendo che Sarah e’ stata uccisa da Michele nel garage dell’abitazione di Avetrana. Oggi oltre alla deposizione spontanea di Cosima Serrano si dovrebbe parlare anche di una telefonata tra Sabrina e il padre avvenuto il 7 ottobre 2010, poco dopo la confessione resa dal contadino. Per le difesa sarebbe la prova dell’innocenza, mentre per l’accusa rappresenterebbe una finzione messa in atto dalla donna. Sapeva di essere intercettata, e ha provato a sviare le indagini.

Oggi in aula ci sarà anche Michele Misseri, che alla Stampa ha dichiarato di sapere che la gente di Avetrana pensa che l’omicidio l’abbiano compiuto Cosima e Sabrina: “pensano che io sia una vittima, ma non è così. Non ho solo il senso di colpa per quello che ho fatto a Sarah, Sabrina e Cosima, ma la rabbia che non mi crede nessuno. Se fosse stata mia figlia io non l’avrei abbandonata, l’avrei aiutata, ma non mi sarei mai caricato la colpa. Ogni volta che faccio il nome di Sabrina mi viene da piangere perché sta soffrendo per colpa mia“.