Guai per Annamaria Franzoni che dovrà risarcire l’avvocato Taormina per un mancato compenso di 275mila euro più iva, interessi e cassa previdenza, per una cifra che complessivamente ammonterebbe a circa 400mila euro. La donna – come ricorderete – venne condannata nel 2008 a 16 anni di reclusione per l’omicidio del figlio Samuele e venne assistita dall’avvocato Taormina fino al 2007, ovvero quando il legale rinunciò al mandato difensivo. Così nel 2013 è cominciata la battaglia giudiziaria: Taormina aveva chiesto 771.507 euro di onorari che la Franzoni non gli avrebbe mai pagato.

Nuovi guai per Annamaria Franzoni

La difesa di Annamaria Franzoni ha sempre sostenuto che l’avvocato Taormina avesse pattuito, fin dall’inizio, per la gratuità della prestazione. Di diverso avviso il giudice che ha fatto notare come non vi sia stato alcun accordo espresso tra le parti. L’avvocato Taormina non avrebbe mai messo nero su bianco la volontà di rinunciare al suo onorario.

Annamaria Franzoni accusata dell’omicidio del figlio

Franzoni e Lorenzi sono “caduti nell’equivoco sulla gratuita dell’attività dell’avvocato Taormina per loro disattenzione, posto che per qualsiasi incarico il cliente è tenuto al pagamento di tutte le attività svolte dal professionista fino al momento della revoca”. Secondo quanto scrive il giudice “l’attività difensiva è stata svolta con puntualità e diligenza nell’esecuzione del mandato conferito, in relazione all’attività processuale di volta in volta condivisa” con l’ex assistita.