Non è stata accolta favorevolmente dalla madre di Chiara Poggi la notizia relativa alla possibilità di una riapertura del caso del delitto di Garlasco in seguito alle nuove presentate dallo studio legale che si occupa di rappresentare Alberto Stasi.

Come è infatti noto, la madre di questi ha incaricato un’agenzia di investigazioni privata per concludere una serie di indagini che hanno portato alla scoperta di un nuovo profilo di Dna trovato sotto le unghie della ragazza uccisa il 13 agosto del 2013.

Le tracce di Dna apparterrebbero a un individuo di sesso maschile, probabilmente conosciuto da Chiara. La madre di Stasi è intenzionata a
chiedere la revisione del processo sulla base delle prove raccolte, forse definitive per scagionare il figlio.

Rita Poggi ha però respinto seccamente questa ipotesi. Già nella giornata di ieri la madre della vittima aveva commentato la notizia affermando che “se la difesa di Stasi ha un nome, lo faccia, non si nasconda dietro un dito”.

La donna, intervistata da Repubblica, ha ribadito di voler considerare definitiva la sentenza passata in giudicato che ha trovato Stasi colpevole: “È stata una vicenda lunga, complessa, dolorosa ma che finalmente – un anno fa – è arrivata a una sentenza definitiva. Io dico semplicemente: rispettiamo quella sentenza“.

Delitto di Garlasco: il sospettato già ascoltato due volte dagli investigatori

Secondo le prime indiscrezioni il possessore del Dna sarebbe un giovane che ai tempi aveva vent’anni e che frequentava la villa, conosciuto anche dai Poggi. Il suo profilo sarebbe stato ricostruito attraverso l’analisi del Dna trovato su un cucchiaino e una bottiglietta d’acqua.

Ascoltato già due volte, aveva fornito un abili convincente, ma la sua posizione potrebbe essere rimessa in discussione dalle nuove rivelazioni.