Una vicenda infinita vede la chiusura di una delle sue componenti parallele. La Cassazione ha assolto Alberto Stasi dall’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, per cui era stato condannato il 13 febbraio 2012 in primo grado a 30 giorni di reclusione dal Tribunale di Vigevano. La Corte d’appello di Milano commutò la detenzione in una multa di 2.540 euro. Ma la Cassazione ha stabilito che “il fatto non sussiste”. Stasi non ha scaricato le immagini ritrovate sul suo computer.

Il difensore dell’ex studente della Bocconi, Angelo Giarda, ritiene che questo elemento sia importante soprattutto per la vicenda principale che coinvolge il suo cliente. Cioè l’accusa di aver assassinato nel 2007 la fidanzata Chiara Poggi, in quello che le cronache hanno definito il delitto di Garlasco.

Stasi dovrà essere nuovamente processato per l’omicidio. La scorsa estate infatti la Cassazione aveva annullato la sentenza di assoluzione pronunciata sia in primo che in secondo grado, disponendo appunto un nuovo processo d’appello.

Il legale di Stasi (foto by InfoPhoto), Giarda, ha sottolineato che le immagini trovate sul Pc “non possono essere in alcun modo il movente” per trovare una spiegazione all’omicidio di Chiara Poggi.