Dopo 24 anni, il delitto di via Poma rimane ancora senza un colpevole: la povera Simonetta Cesaroni, infatti, non fu uccisa da Raniero Brusco. Questo quanto sentenziato oggi dalla Cassazione, che ha infatti confermato la sentenza di secondo grado con cui l’uomo era stato assolto il 27 aprile del 2012.

Rigettato il ricorso e confermato la sentenza di secondo grado, ma rimane da chiedersi come mai, dopo 24 anni, ancora non ci sia un colpevole su quel brutale omicidio, quando la Cesaroni venne uccisa a pugnalate. Era il 7 agosto del 1990, Simonetta aveva 21 anni: “Sono felicissima grazie a tutti siete stati meravigliosi. E’ finita. Finalmente ci siamo liberati da un incubo è tutto definitivamente finito. La vicenda e’ stata finalmente seppellita” ha detto Roberta Milliteri, moglie di Raniero Busco, nella telefonata con l’avvocato Paolo Loria, il legale di Busco. Delusa, ovviamente, Federica Mondani, avvocato della famiglia Cesaroni. “Siamo molto delusi. Resta un delitto senza colpevoli. Ma restiamo convinti che c’erano elementi importanti contro Busco”.

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