La ricostruzione degli inquirenti del delitto Yara sta facendo vacillare la fiducia della moglie di Massimo Bossetti. Secondo la versione dell’uomo, sarebbe passato davanti alla palestra di Brembate uscendo da lavoro verso le 18, mentre secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Ros e dagli specialisti del Racis il suo furgone bianco si sarebbe aggirato per circa un’ora nei dintorni del centro sportivo di Brembate di Sopra (e si sarebbe allontanato poco dopo l’uscita di Yara Gambirasio, che da lì a poco scomparirà).

Perché diciamo questo? A quanto sembra uno dei dialoghi – quello del 4 dicembre – avvenuti tra marito e moglie in carcere sarebbe stato registrato a loro insaputa da una cimice. Marita Comi dice al marito cose come “Dimmi cosa ci facevi davanti alla palestra di Yara il giorno in cui è scomparsa“, o “Tu eri lì. Non puoi girare lì tre quarti d’ora, a meno che non aspettavi qualcuno“.

Ai dubbi della moglie il muratore non sa cosa rispondere “Non lo so, temo di non riuscire a spiegarlo“. Il presunto assassino dice anche di essere “molto preoccupato“, perché “non ho alcun alibi che possa giustificare la mia presenza nei pressi della palestra nelle ore precedenti alla sua scomparsa“.

Il dialogo intercettato mostra che la donna dubita del marito anche in un altro scambio tra i due. Ad un certo punto Massimo Bossetti dice “Sono sicuro che il telefono era scarico… ho cercato di accenderlo quando ho visto Massi che girava intorno all’edicola“. Una battuta che provoca questa risposta di Marita Comi “Ti ricordi che eri li! Vedi? Come fai a ricordarti che è quel giorno lì che hai salutato Massi? Vuol dire che ti ricordi quel giorno lì di novembre“. Alla fine del loro colloquio la donna sarebbe sbottata così “Non mi hai mai detto che cosa hai fatto quella sera! Quel giorno, quella sera. Io non mi ricordo a che ora sei venuto a casa, non mi ricordo“.

A peggiorare il quadro indiziario di Massimo Bossetti, c’è da rilevare che una settimana dopo la scomparsa, l’uomo avrebbe prelevato soldi da un bancomat nei pressi dell’abitazione di Yara Gambirasio, presidiata in quelle ore da decine di giornalisti. E’ stato il suo unico prelievo a quello sportello. Secondo l’accusa sarebbe passato da quella zona per capire come si stavano evolvendo le indagini. La difesa dice che quel prelievo serviva per pagare il commercialista – ma in quel mese il muratore non avrebbe emesso alcuna fattura.