Diego Della Valle durante un evento di “Panorama d’Italia” ad Ancona. Incalzato dagli intervistatori Giorgio Mulè e Alfonso Signorini ha parlato del governo Renzi, di RCS, del futuro dell’editoria, di arte e altro.

“Ho incontrato cinque ministri, di cui due bravi e tre emeriti deficienti”, questa l’affermazione che ha fatto più discutere, peccato che il padron del gruppo che produce le scarpe Tod’s non abbia voluto fare nomi. L’imprenditore marchigiano non è nuovo a dichiarazioni forti come questa, tempo fa aveva attaccato il presidente della Fiat John Elkann, convinto che giovani che “non hanno un lavoro perché stanno bene a casa”. Della Valle lo aveva definito “un imbecille” e, scherzando, aveva suggerito di fare un “referendum e chiederci se lo vogliamo ancora in Italia”. (LEGGI QUA TUTTA LA POLEMICA)

Su Rcs, di cui è azionista, la società editrice de il Corriere della sera, ha detto che è come il film “Mission impossible: ci vorrebbe Tom Cruise come amministratore delegato. Viene usata come un punching ball. Sembra che non abbia un vero proprietario ma qualche azionista di riferimento come Mediobanca (che si sta disimpegnando dall’editoria come aveva detto) e Fiat, che invece non lo ha fatto”, aggiungendo, “Noi vogliamo una casa editrice efficiente. Oggi non ha una strada, sembra un po’ smarrita e ha una classe dirigente arzilla e un po’ invecchiata. Non può essere un’azienda che la mattina ascolta ancora Bazoli, che ha ciurlato nel manico per anni, macinando centinaia di milioni di lire a spese nostre. Ora si tratta di ripartire: è un’azienda che rappresenta un pezzo di cultura italiana. Servono proprietari che stiano indietro e un management efficiente”.

Sul futuro dell’editoria: “Il business model dell’editoria su carta che vediamo oggi è finito. C’è una forte transizione e la rete prenderà il sopravvento”. Anzi, l’ha già preso: “Il giornale cartaceo resta un punto di riferimento per gente della mia generazione e per i nostri coetanei della classe dirigente. Oggi i giovani, compresi i nostri governanti, si rivolgono a Internet”.

Sul governo, nonostante i suoi ottimi rapporto con il premier Matteo Renzi, è un po’ tiepido nel giudizio, “Nessun credito illimitato al nuovo Governo” mentre attende di vedere risultati entro l’estate. Nota però positivamente un fattore, una “differenza estetica e generazionale. Il vecchio establishment è fuori negli scandali di questi giorni non è coinvolto nessun trentenne, nessun appartenente a quel mondo di ‘tutti amici’ che hanno agito per cooptazione per 30 anni”. Della Valle ha sottolineato di non aver cambiato idea sul Governo Monti, “Monti è stato utile per non fare tracimare il Paese, il primo pezzetto l’ha fatto bene. Oggi ha perso credibilità qui, ma non all’estero.”

Della Valle ha parlato anche della sua esperienza di sponsorizzazione per il restauro del Colosseo, “Un’operazione senza ricadute commerciali fatta dalla mia famiglia perché siamo orgogliosi di essere italiani. Le polemiche ci hanno fatto perdere tre anni e un partner interessato a intervenire su Pompei si è tirato indietro”.

L’imprenditore marchigiano ha infine detto la sua anche sul turismo culturale, “gli stranieri vengono qui per vedere le nostre bellezze, e poi bisogna farli mangiare e dormire. Ci vorrebbe uno sportello unico per gli imprenditori interessati a investire in questo settore”.