Si è chiusa venerdì 9 maggio 2014 la vicenda processuale a carico dell’ex senatore Marcello Dell’Utri. Dopo un iter ventennale, la I Sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza è stata emessa dopo quattro ore di Camera di Consiglio. L‘ex senatore di Forza Italia si trova attualmente agli arresti in Libano dove è piantonato in ospedale dal 12 aprile, giorno in cui gli è stato comunicato il passaggio in giudicato dell’accusa, quella di aver stretto ininterrottamente rapporti con la mafia palermitana dal 1974 al 1992.

Ora è arrivato anche il sigillo della Suprema Corte che non basta per far desistere Dell’Utri e i suoi legali: “Siamo delusi da questa decisione perché a nostro avviso c’erano tutti gli spazi per un annullamento della condanna - ha detto Giuseppe Di Peri, avvocato difensore insieme a Massimo Krogh -. Vedremo ora quali iniziative intraprendere. Ricorreremo alla Corte Europea di Strasburgo per verificare se questo procedimento ha camminato nei giusti binari”.  La condanna era stata chiesta dal sostituto procuratore generale della Cassazione Aurelio Galasso, secondo cui “l’accreditamento di Dell’Utri presso Cosa Nostra era tale che arrivò alle orecchie di Totò Riina il suo scontento per i modi troppo pressanti usati dai fratelli Pullarà per il rispetto degli accordi sul patto di protezione (personale e delle sue attività) siglato tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi“.

Il Sostituto Procuratore Generale di Palermo Luigi Patronaggio ha fatto subio scattare un ordine di carcerazione nei confronti di Dell’Utri: il provvedimento verrà trasmesso al ministero della Giustizia che lo allegherà alla richiesta di estradizione alle autorità libanesi: “Non ci sarà alcuna accelerazione né cambierà nulla nella procedura attivata dalle autorità italiane per chiedere l’estradizione di Dell’Utri - ha aggiunto Di Peri -. Semplicemente il titolo custodiale sarà tramutato in ordine di carcerazione in seguito alla decisione della Cassazione di questa sera. tutta la procedura sull’estradizione è in mano agli avvocati libanesi che assistono Dell’Utri”.

Nella sua arringa Krogh aveva esordito dicendo che Dell’Utri “è un uomo molto provato da 20 anni di indagini a suo carico”. E con riferimento al suo approdo in Libano ha spiegato: “Non condivido l’iniziativa che ha preso ma la giustifico perché può aver perso la testa ed aver commesso una stupidaggine”.

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