La sorellastra di Denise Pipitone, Jessica Pulizzi, è stata assolta in appello perché le prove a suo carico sono insufficienti. È stato questo il verdetto della Corte d’Appello di Palermo, che ha così scagionato la ragazza dall’accusa di aver rapito la bimba che all’epoca dei fatti – nel 2004 – aveva solo quattro anni.

Il Tribunale di Palermo ha dunque confermato la sentenza di primo grado emessa da quello di Marsala e dopo ben undici anni il caso della scomparsa di Denise Pipitone non ha ancora trovato alcuna spiegazione. Ma la mamma della piccola, Piera Maggio, non si arrende e da anni continua a battersi per scovare un barlume di verità che possa finalmente fare luce sulla sparizione della piccola Denise.

Attualmente il caso è ancora in alto mare: si è ipotizzato il rapimento, nel corso degli anni vi sono state numerose segnalazioni tutte naufragate in un nulla di fatto, poi i sospetti sulla sorellastra Jessica Pulizzi, che avrebbe rapito Denise Pipitone per punire la mamma della piccola, rea di aver avuto una relazione con il padre di Jessica, Piero Pulizzi, e da cui poi sarebbe nata la bimba. A spingere Jessica a compiere l’atto sarebbe stato l’astio che la ragazza avrebbe provato nei confronti della stessa Piera Maggio e il fatto di non aver mai accettato la presenza di Denise (questa almeno era l’accusa e la motivazione nei suoi confronti).

Insieme a Jessica Pulizzi era stato indagato anche il suo ex fidanzato, Gaspare Ghaleb, ma per lui l’accusa era di false dichiarazioni al pubblico ministero. Condannato in primo grado a due anni, per il giovane è oggi arrivata la prescrizione del reato. E il mistero della scomparsa di Denise Pipitone resta ancora insoluto, così come resta insoluto un altro caso che ha sempre attirato molto l’opinione pubblica, quello della sparizione della piccola Angela Celentano (anche lei mai più ritrovata), avvenuta il 10 agosto del 1996 sul Monte Faito.