A raccontare la strana vicenda è una lettrice del “Corriere della Sera” che – sbigottita – espone quanto accaduto a Roma, sull’autobus 280 direzione Piazza dei Partigiani alle ore 13.40. “Sul lato opposto al mio prende posto un tizio che ho già visto e che ha un tatuaggio particolare sul polso. Inizia a palparsi il cavallo dei pantaloni e decido di fotografarlo. La signora accanto a lui, quando realizza come andrà a finire, chiude gli occhi e si finge morta. Intanto lo schifoso inizia a strofinarsi con più vigore fino a quando decide che è ora di sguainare l’arnese [...] Il suo membro è fuori dai pantaloni e, nelle sue mani, mentre mi fissa, assume tutto il turgore del caso” scrive la donna.

Atti osceni sul bus: “Sono stati depenalizzati”

E ancora, nella lettera pubblicata dal “Corriere della Sera”, si legge: “Dopodiché chiamo il 112 che, non avendo una volante disponibile, mi consiglia di andare alla stazione più vicina dei carabinieri portando direttamente il video. Parlo con il responsabile il quale mi spiega che il reato per atti osceni è stato depenalizzato. Una denuncia cadrebbe nel vuoto. Se non è questo un reato, come vogliamo considerarlo? Come ci si difende da questi mostri? E’ questa la tutela delle donne? [...] Sono tornata a casa furiosa ed impotente e, con il passare delle ore, la mia indignazione si sta trasformando in un senso di vuoto e fallimento” ha concluso.