Il ristorante della Camera dei Deputati situato al piano Aula di palazzo Montecitorio apre le porte agli ospiti esterni dei parlamentari, come già avviene da tempo negli esercizi ristorativi del Parlamento tedesco. Lo hanno comunicato i questori di Sc, Pd e Fi Stefano Dambruoso, Paolo Fontanelli e Gregorio Fontana. Si tratta dei tre firmatari di una lettera inviata a tutti i parlamentari in cui viene annunciata la novità e vengono illustrate le modalità di accesso.

La decisione di aprire agli ospiti esterni dei deputati il ristorante della Camera è stata maturata per risollevare le finanze in tempi di spending review. Inoltre da tempo i deputati avevano avanzato la richiesta di poter portare i loro ospiti a pranzo al ristorante della Camera. I questori hanno ricordato ai colleghi che gli ospiti potranno usufruire del servizio di ristorazione solo se il deputato comunicherà in anticipo il numero di invitati, per scongiurare il rischio di overbooking. La prenotazione potrà essere effettuata via mail o telefonicamente.

Ovviamente il conto sarà presentato al parlamentare che ha effettuato la prenotazione. I questori nella comunicazione di servizio fanno sapere che il pagamento avverrà con le consuete modalità, tramite addebito sul tesserino unico in possesso di ogni parlamentare.

In passato il ristorante della Camera era stato oggetto di accese polemiche per via dei prezzi dei piatti, reputati troppo bassi rispetto a quelli di mercato. I parlamentari sborsavano  5 euro per portate che in un qualsiasi ristorante romano non costavano meno di 12-15 euro. A seguito delle proteste dell’opinione pubblica i prezzi dei ristoranti della Camera e del Senato sono stati rialzati.

Di recente anche la buvette ha deciso di tagliare gli sprechi, optando per spuntini meno costosi da offrire ai parlamentari. I politici sono inoltre stati invitati a munirsi di scontrino prima di effettuare la consumazione. I tempi d’oro della “casta” sembrano ormai al tramonto.