Con il termine deroga (o, più raramente, derogazione) si intende un atto o norma giuridica (norma derogante) che modifica e abroga parzialmente le regole contenute in una norma giuridica precedentemente emessa (norma derogata).

La deroga si realizza così quando una lex specialis deroga una lex generalis. Nello specifico, la norma derogante conterrà una disciplina diversa da quella della norma derogata, sostituendosi così ad essa relativamente a casi speciali ed in via eccezionale. La norma derogata non viene infatti eliminata dall’ordinamento giuridico (abrogazione), bensì se ne limita l’ambito di applicazione, senza tuttavia violarne i principi generali, che restano applicabili a tutti gli altri casi. Il ricorso alla deroga di legge si attua infatti per regolamentare singoli casi e situazioni: la norma derogante disciplina una fattispecie più specifica, mentre la norma derogata regolamenta tutta la materia in modo più generale.

Con l’espressione “in deroga alle disposizioni vigenti” si intende quindi “facendo un’eccezione a quanto stabilito dalle norme in vigore”. Derogare significa infatti propriamente ‘porre un’eccezione a una legge o regola in precedenza stabilita’.

L’espressione è tipica del linguaggio giuridico/amministrativo, tuttavia è frequente sentire frasi quali: “il Regolamento non ammetteva deroghe”, “non derogo a quanto stabilito nel contratto”, “concedere una deroga”, o anche “non intendo derogare ai miei principî”. Per estensione, il termine può infatti anche essere utilizzato nel senso di ‘contravvenire’, ‘non attenersi a quanto stabilito’, ‘venir meno a un principio”.

Sinonimi di deroga possono essere considerati ‘dispensa’, ‘difformità’ ed ‘eccezione’, come anche le locuzioni ‘contrariamente a’, ‘difformemente da’,’diversamente da’, ‘in difformità da’.