È una testimone a raccontare l’ultimo giorno di vita di Desirée, la 16enne uccisa a Roma. La giovane “il 18 ottobre alle 11.40 riceve un telefonata da Desirée che le chiede di andare in via dei Lucani perché aveva passato la notte presso un ragazzo che aveva avuto intenzione di stuprarla”. Chi parla è una donna di 20 anni che si sarebbe recata in quel palazzo per acquistare cocaina: fa la tatuatrice e si è recata in commissariato a racontare tutto.

Stando al suo racconto, ancora tutto da verificare come spiega il Corriere.it, la giovane avrebbe incontrato Desirée in lacrime, alla ricerca di eroina, e di averle offerto 10 euro. Da quel momento lei sarebbe diventata il suo “punto di riferimento” raccontandole persino alcuni aspetti della sua vita privata e familiare. La mattina dopo le due si sarebbero messe alla ricerca di sostanze stupefacenti. “C’era un africano che cucinava cocaina e Desirée cercava di fare un tiro. Lui le diceva di no e cercava di toccarle una spalla o una coscia come se ci stesse provando. Lei lo scansava ma ho avuto l’impressione che potessero accordarsi”. 

Poi avrebbe trovato Desirée in compagnia di un’altra persona che sarebbe solito chiedere “prestazioni sessuali in cambio di cocaina” ma che, “dopo il rapporto, non cede”. I due africani avrebbero invitato Desirée a “bere vino da una bottiglia” e poi sarebbe nata una discussione su un tablet rubato che avrebbe fatto scaldare gli animi al punto che la testimone, quella che dopo l’omicidio ha deciso di parlare con gli inquirenti, avrebbe invitato Desirée ad andare via. Lei, invece, è rimasta.