Violente polemiche dopo le dichiarazioni di Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle, durante la diretta streaming del Corriere della Sera.

Nella lunga intervista uno dei passaggi che più ha destato clamore è stato quello in cui il rappresentate dei 5 Stelle ha accusato il governo Renzi di ambiguità nella sua lotta al terrorismo e all’Isis: “Come si può dire che l’Italia combatte il terrorismo se poi aiuta i Paesi che aiutano il terrorismo, come l’Arabia Saudita?

Di Battista ha fatto un excursus storico per spiegare le dinamiche che hanno portato agli attentati di Parigi, accusando i Paesi dell’Occidente di essersi infilati nello scontro tra sunniti e sciiti per convenienza: “vendendo armi prima all’uno e poi all’altro e poi volendo intervenire per cambiare gli esiti delle guerre a nostro favore”.

L’attacco a Renzi è stato rafforzato da un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, sul quale si leggono accuse di vendita di armi ancora più dettagliate: “Il presidente del Consiglio mente vergognosamente. I fatti lo smentiscono. Secondo dati del Dipartimento Usa ammontano a 40 milioni di dollari in 2 anni i finanziamenti all’ Isis da Arabia Saudita, Kuwait, e Qatar. Tutti Paesi con i quali l’Italia fa affari, tramite anche partecipate pubbliche come Finmeccanica. L’8 e 9 novembre il premier italiano era in Arabia Saudita.

Tra le questioni portate all’attenzione di Di Battista c’è anche l’allarme sicurezza per l’imminente Giubileo a Roma. Una situazione sulla quale il deputato nutre molti dubbi, per quanto ritenga controproducente bloccare l’enorme evento: “Noi ripetiamo che si è intervenuti drasticamente per ridurre le risorse alle forze dell’ordine. La classe politica ce l’ha con le forze di polizia. Molti carabinieri non sono in grado di colpire un bersaglio in movimento. Il livello del ministro dell’Interno è scadente: sono anni che si fanno denunce sulla scarsezza di mezzi delle forze dell’ordine”.

Per quanto riguarda le misure da prendere Di Battista si è detto pronto ad approvare un eventuale pacchetto di emergenza del governo e poi prospettato la fine delle sanzioni contro la Russia e la cessazione di ogni legame commerciale con i Paesi che vendono armi all’Isis.