Alessandro Di Battista e Matteo Salvini sono stati citati dal New York Times. Un riconoscimento prestigioso? Non esattamente. I due italiani sono infatti stati menzionati dal celebre quotidiano americano all’interno di un articolo che smaschera alcune delle bugie più clamorose raccontate dai politici di tutto il mondo.

Alessandro Di Battista e Matteo Salvini non tengono quindi esattamente in alto il nome dell’Italia. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle nonché vicepresidente della commissione Affari Esteri Di Battista è il primo nome citato dall’articolo del New York Times sulle menzogne dei politici intitolato “The lies heard around the world”, scritto da Bill Adair e Maxime Fischer-Zernin e pubblicato nell’edizione di sabato 14 febbraio. Il motivo?

Nel corso della festa del Movimento “Italia 5 Stelle” tenutasi al Circo Massimo nell’ottobre 2014, Di Battista aveva dichiarato: “Nigeria, vai su Wikipedia: 60% del territorio è in mano ai fondamentalisti islamici di Boko Haram, la restante parte dall’Ebola.” Una dichiarazione falsa, considerando che i villaggi controllati dal gruppo terroristico risultavano appena qualche decina e la Nigeria qualche giorno dopo era stata considerata un paese “Ebola free”. Il New York Times ha bollato la dichiarazione di Di Battista, che già aveva vinto il premio di bufala dell’anno secondo il sito Pagella politica, come: “Un’affermazione ridicola”.

Il parlamentare del Movimento 5 Stelle non è l’unico politico italiano a essere citato. Menzione d’onore, o meglio di disonore, anche per Matteo Salvini. Il New York York Times riporta un allarme segnalato dal segretario della Lega Nord. In un suo messaggio postato su Twitter in data 24 novembre 2014, sosteneva che: “In nome del “risparmio energetico” l’Europa potrebbe mettere fuorilegge i tostapane doppi. Fuori da questa gabbia di matti!”. Un’affermazione pure questa che si è rivelata essere una vera e propria bufala, visto che si riferiva a uno studio commissionato dall’UE secondo cui sarebbe stato possibile attivare una fessura dei tostapane alla volta per incentivare il risparmio energetico.

Nell’articolo sono menzionati nomi da tutto il mondo, dall’argentino Jorge Capitanich al senatore statunitense Rand Paul, però questa poco invidiabile “doppietta” non fa certo fare una bella figura alla politica italiana.