E’ una storia incredibile quella di Sevim Hayva, una donna turca che per ben 23 anni ha cercato di dimostrare alle autorità locali di essere viva. A dichiarare il suo decesso era stato il fratellastro che le aveva fatto una ripicca per non essere costretto a dividere con lei l’eredità del padre deceduto. La donna – oggi – risiede in Canada e ha una doppia cittadinanza ma per 23 anni è risultata viva in tutto il mondo tranne che in Turchia, come riferito dal suo legale, Hayrullah Cuhadaroglu.

Sevim non è morta

Il fratellastro, di fatto, sarebbe riuscito a far registrare il suo decesso in Turchia: impossibile capire come abbia fatto visto che la sorella era viva e vegeta. Il suo obiettivo era quello di estrometterla dall’eredità, privandola di ogni bene. I genitori della donna, infatti, si erano divorziati quando lei aveva appena quattro anni: così fu affidata ad un’altra famiglia e, dopo aver conosciuto un uomo, si è sposata, ha avuto due figli, ha divorziato e infine si è trasferita in Canada dove risiede tutt’oggi. Intanto il padre ha avuto altri due matrimoni e concepito diversi figli. Uno di loro, quindi, era riuscito a consegnare un falso certificato di morte di Sevim e persino di un’altra sorellastra che, dopo anni, ha scoperto tutto.

Sevim avrebbe esibito certificati di residenza ma anche assicurazioni, dichiarazioni bancarie e passaporti senza riuscire a dimostrare di essere viva e che, di fatto, quel certificato – presentato dal fratellastro – era un falso. Quando ha provato ad entrare in Turchia, è stata braccata persino dalla polizia aeroportuale e nello scalo turco avrebbe trascorso qualche giorno. Impossibile arrestarla: per loro era morta da anni.

Un giudice di Smirne, alla fine, dopo un lunghissimo processo, alcuni giorni fa ha fatto annullare il certificato di morte mentre la Procura ha già aperto un fascicolo contro il fratellastro “furbetto”.