Non si hanno più notizie dei 50 migranti che si trovavano al centro Rocca di Papa. Si tratta di alcuni uomini che erano stati fatti sbarcare qualche settimana fa dalla nave Diciotti che, come ricorderete, rimase ferma per cinque giorni al porto di Catania poiché il Viminale ne aveva vietato lo sbarco. Molti di loro, dopo l’ok del Ministero dell’Interno, erano stati affidati alla Chiesa italiana ma, a quanto pare, in 50 hanno preferito far perdere le loro tracce. Il Viminale, a tal proposito, ha precisato che “per legge queste persone hanno libertà di movimento”, dunque “non sono sottoposte alla sorveglianza dello Stato”.

Non essendo un regime di detenzione, i migranti sono liberi di spostarsi. “Non li avevo sequestrati?” ha tuonato Matteo Salvini, vicepremier e Ministro dell’Interno. Dure le parole dei sottosegretari all’Interno Candiani e Molteni:

Erano così disperati che hanno preferito rinunciare a vitto e alloggio garantiti per andare chissà dove. È l’ennesima prova che chi sbarca in Italia non sempre scappa dalla fame e dalla guerra, nonostante le bugie della sinistra e di chi usa gli immigrati per fare business.

Immediata la replica della Caritas per bocca di don Francesco Soddu:

Di queste persone nessuno vuole rimanere in Italia, si sa. E davanti ad una situazione di affidamento o prima o dopo avrebbero potuto scegliere di allontanarsi volontariamente [...] È stato allontanamento volontario, non una fuga. Si fugge da uno stato di detenzione e non è questo il caso, nessuno vuole rimanere in Italia, si sa.

Ironico il commento di Salvini:

Erano così bisognosi di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati?