Un trattamento unico per ogni migrante e procedure di accoglienza standard: è quanto proposto dalla Commissione UE in una bozza di riforma del sistema d’asilo che è stata presentata oggi a Bruxelles.

Non più politiche nazionali a forte rischio di discrezionalità, che tra le varie cose contribuiscono a creare “preferenze” nei migranti che si mettono in viaggio per trovare condizioni più favorevoli.

A parlare è il commissionario per l’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, il quale ha assicurato che le nuove modifiche “garantiranno che tutti i richiedenti asilo siano trattati in modo appropriato”.

Numerose le misure che potrebbero far discutere, in primis la proposta di assicurare al Paese d’accoglienza 10mila euro per ogni migrante arrivato sulla base del sistema dei reinsediamenti, che sinora ha funzionato molto meno di quanto prospettato.

Il sistema dovrebbe poi avere base annua, e in questi 12 mesi ogni stato dovrà decidere quanti rifugiati accogliere e da dove; a margine della spiegazione Avramopoulos non ha lesinato critiche verso quelle nazioni che offrono condizioni meno agevoli per i migranti che chiedono asilo in seconda battuta, ovvero dopo essere stati rifiutati dal primo Stato scelto.

Il commissario ha infatti spiegato che è stato instaurato un dialogo con i Paesi meno favorevoli al sistema di ricollocamento oramai in vigore da un anno. E che non sono previste punizioni per gli Stati riottosi ma solo maggiori sforzi per la persuasione degli stessi.

Numerose le altre proposte di carattere più burocratico tra cui il limite massimo di sei mesi (prorogabile solo in caso di pressione sproporzionata o di ambiguità della richiesta) entro il quale concedere l’asilo.

Diritto che sarà riconosciuto per un tempo determinato e solo per il periodo nel quale verrà ritenuto necessario offrire protezione. In tal senso è previsto che periodicamente vengano rivalutati gli status di rifugiati in base al cambiamento della situazione dei Paesi di provenienza.

La parola passa allora ai governi nazionali e al Parlamento Europeo che saranno chiamati a discuterla apportando eventuali modifiche, per poi raggiungere una decisione definitiva.