Ennesima puntata della saga Diego Della Valle contro John Elkann e Sergio Marchionne. Oggetto l’ultima mossa della Fca, ovvero lo scorporo e la futura quotazione di Ferrari, che secondo il patron della Fiorentina  servono per salvare il “bidone” Fiat. L’occasione per lanciare la nuova freccia contro la Fiat è stato il palco del convegno di Pambianco a Piazza Affari.

L’operazione Ferrari, secondo il patron della Tod’s “depaupera l’azienda che invece usava quel denaro per finanziare il suo sviluppo”. La tempistica è chiara, ha poi continuato “adesso quotano in Borsa un pezzetto per ripianare i debiti di Fiat, mentre il resto se lo prendono gli azionisti. E’ vergognoso, l’Italia cambierà quando capirà quanto male ha fatto questa famiglia al paese” – il riferimento alla famiglia Agnelli. La loro ultima colpa è rappresentata dall’allontanamento “vergognoso”di Luca Cordero di Montezemolo dalla presidenza di Ferrari – i due, ricordiamolo, sono soci in Ntv, la società dei treni Italo.

A corroborare la tesi del patron della Tod’s c’è da dire che la quotazione della Ferrrari produrrà, secondo documenti depositati alla Sec, i seguenti effetti: “intendiamo anche avviare altre transazioni inclusa la distribuzione e il trasferimento di cash da Ferrari a Fca per una cifra attualmente stimata in 2,25 miliardi di euro”.

L’imprenditore marchigiano in piena estasi declamatoria, si è espresso anche su temi politici: vuole andare ha parlato anche della situazione politica: “Auspico che si vada a votare il primo possibile. Sarebbe meraviglioso eleggere chi si vuole nel Parlamento con le preferenze, ma dovrebbe essere così anche per il Presidente della Repubblica. E’ una figura che deve garantire i politici, e non mi va che lo eleggano i politici”.

Della Valle non si è tirato indietro nemmeno sul caso Moncler, l’azienda che produce piumini finita in un’inchiesta di Report. Per l’imprenditore marchigiano, “Il nostro lavoro è complesso, bisogna conoscerlo bene, può essere fuorviante vedere i 30 euro che diventano 1.200 euro”. Ci vuole tempo, e “parlare a ragion veduta. Se poi le cose sono vere, va bene che Report metta mano, perché a essere tutelato deve essere il cittadino”. Bocciato l’affareQuanto a Rcs, “è un investimento tutto sbagliato da parte mia, e pensavo di poter portare la voce dell’impresa dove non c’era. In realtà non sono riuscito a toccar palla”.